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Sez. 5, Sentenza n. 31168 del 20/05/2009 Ud. (dep. 28/07/2009) Rv. 244489 - 01

SENTENZA - CORRELAZIONE TRA ACCUSA E SENTENZA - IN GENERE | Pluralità di fatti di bancarotta - Applicazione in sede di appello della circostanza aggravante di cui all'art. 219, comma secondo, n. 1, L. fall. - Riforma della statuizione del primo giudice - Applicazione disciplina della continuazione - Violazione della correlazione tra imputazione e sentenza nonché del divieto di "reformatio in peius" - Esclusione.
Stato
decisa il 2009-05-20
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/244489-01

SENTENZA - CORRELAZIONE TRA ACCUSA E SENTENZA - IN GENERE

Non viola il principio di correlazione tra accusa e sentenza - né viola il divieto di "reformatio in peius" - la decisione con la quale il giudice di appello applichi la circostanza aggravante speciale della bancarotta (pluralità di fatti di cui all'art. 219, comma secondo, n. 1 L. fall.) in riforma della statuizione del giudice di primo grado che abbia, invece, applicato la disciplina della continuazione (art. 81, comma secondo, cod. pen.), in quanto la predetta circostanza è, in realtà, una deroga in "favor rei" alla disciplina generale del concorso dei reati, del cumulo delle pene e della continuazione, i cui presupposti non si discostano da quelli di cui all'art. 81 cod. pen., con la conseguenza che l'imputato può ben conoscere sin dall'inizio il significato dell'accusa ed esercitare il relativo diritto di difesa.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST., Legge Falliment. art. 219 com. 2 n. 1 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 521 CORTE COST. PENDENTE

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)