Sez. 2, Sentenza n. 1085 del 30/01/1995 (Rv. 490108 - 01)
SUCCESSIONI "MORTIS CAUSA" - SUCCESSIONE LEGITTIMA ("AB INTESTATO") - DEL CONIUGE - IN GENERE | Normativa vigente anteriormente alla legge 151 del 1975 - Coniuge superstite - Qualità di legatario "ex lege" - Partecipazione di diritto alla comunione ereditaria - Quota di frutti di spettanza del coniuge superstite - Conseguimento - Azione del coniuge superstite - Proponibilità nei confronti di tutti i partecipanti alla comunione - Necessità. Pro.
SUCCESSIONI "MORTIS CAUSA" - SUCCESSIONE LEGITTIMA ("AB INTESTATO") - DEL CONIUGE - IN GENERE
In forza della normativa vigente anteriormente all'entrata in vigore della riforma del diritto di famiglia di cui alla legge n. 151 del 1975, il coniuge superstite, nella sua qualità di legatario "ex lege", è investito, sin dal momento dell'apertura della successione del coniuge, di un diritto reale che gli consente di partecipare a pieno titolo alla comunione ereditaria, in particolare, alla comunione incidentale di godimento che viene a costituirsi tra gli eredi ed il predetto coniuge, usufruttuario pro-quota di tutti i beni indivisi facenti parte del compendio ereditario. Pertanto, l'azione del coniuge superstite tendente al conseguimento della quota di frutti di sua spettanza - pur non potendosi qualificare come "reale", non essendo in discussione l'assetto della proprietà, né il diritto di usufrutto, né la divisione dei beni - va proposta nei confronti di tutti i partecipanti alla comunione, considerata l'unicità del diritto in comunione e la necessità di accertare nei confronti di tutti gli indicati partecipanti l'entità dei reciproci crediti e debiti.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 540 CORTE COST., Cod. Civ. art. 547 CORTE COST., Cod. Civ. art. 581 CORTE COST., Legge 19/05/1975 num. 151 art. 176, Legge 19/05/1975 num. 151 art. 181, Legge 19/05/1975 num. 151 art. 189
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)