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Sez. 3 - , Sentenza n. 26820 del 16/07/2020 Ud. (dep. 28/09/2020) Rv. 279899 - 01

IMPUGNAZIONI - APPELLO - COGNIZIONE DEL GIUDICE D'APPELLO - PENA | Reato continuato – Reato più grave separatamente giudicato con sentenza irrevocabile - Illegalità della pena e sua rideterminazione in sede esecutiva – Conseguenze - Mutamento della cornice edittale di riferimento per l’aumento ex art. 81 cod. pen. – Potere-dovere del giudice d'appello di rivalutare d’ufficio la congruità dell’aumento di pena per i reati satellite - Sussistenza - Fattispecie.
Stato
decisa il 2020-07-16
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/279899-01

IMPUGNAZIONI - APPELLO - COGNIZIONE DEL GIUDICE D'APPELLO - PENA

Il giudice d'appello che ritenga di applicare, per i reati oggetto di giudizio, una pena a titolo di aumento per la continuazione calcolata sulla sanzione inflitta per altro reato con sentenza irrevocabile e successivamente riconosciuta come illegale, in sede esecutiva, per eccesso in ordine alla sua quantità, ha il potere-dovere, anche d'ufficio, in forza del principio costituzionale di legalità della sanzione, di rivalutare la congruità dell'aumento di pena disposto dalla sentenza impugnata per i reati satellite "sub iudice", alla luce della rideterminazione della sanzione per il reato più grave. (Fattispecie in materia di stupefacenti in cui l'originario trattamento sanzionatorio per il reato base era stato rideterminato dal giudice dell'esecuzione alla luce della sentenza n. 32 del 2014 della Corte Costituzionale).

Riferimenti normativi: Costituzione art. 25 com. 2, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 597, Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST., DPR 09/10/1990 num. 309 art. 73 CORTE COST. PENDENTE

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)