Sez. L, Sentenza n. 7453 del 21/05/2002 (Rv. 554596 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA | Inquadramento del lavoratore - Criteri - Controllo in sede di legittimità - Limiti.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA
In tema di inquadramento di lavoratore subordinato, il procedimento logico che il giudice di merito deve seguire si articola in tre fasi successive: accertamento in fatto delle attività lavorative in concreto svolte, individuazione delle qualifiche e gradi previsti dal contratto collettivo di categoria e raffronto dei risultati di tali due indagini; l'interpretazione del giudice di merito sul punto può essere denunciata in cassazione solo per violazione delle regole di ermeneutica contrattuale o per vizi di motivazione, con l'onere, per il ricorrente, di indicare specificamente il punto ed il modo in cui il giudice si sia discostato dai principi dettati dagli artt. 1362 e seguenti cod. civ., nonché le ragioni dell'obbiettiva carenza e contraddittorietà di ragionamento.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1362, Cod. Civ. art. 2095 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2103 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)