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Sez. 1, Sentenza n. 5864 del 14/12/2000 Ud. (dep. 12/02/2001) Rv. 218082 - 01

REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MOTIVI ABIETTI O FUTILI | Motivi futili - Nozione - Fattispecie in tema di omicidio di ritenuta matrice mafiosa.
Stato
decisa il 2000-12-14
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/218082-01

REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MOTIVI ABIETTI O FUTILI

Ai fini della configurabilità della circostanza aggravante di cui all'art.61, comma primo, n.1, seconda ipotesi, cod. pen, il motivo (inteso come antecedente psichico della condotta, ossia come impulso che ha indotto il soggetto a delinquere), deve considerarsi futile quando la determinazione delittuosa sia stata causata da uno stimolo esterno così lieve, banale e sproporzionato, rispetto alla gravità del reato, da apparire, per la generalità delle persone, assolutamente insufficiente a provocare l'azione delittuosa, tanto da poter essere riguardato, più che come causa determinante dell'evento, come pretesto o scusa perché l'agente potesse dare sfogo al suo impulso criminale. (Nella specie, in applicazione di tali principi, la S.C. ha ritenuto che la sola, ritenuta matrice mafiosa di un omicidio non fosse idonea, di per sè, a rendere configurabile l'aggravante in questione).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 61 com. 1 n. 1

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)