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Sez. 5, Sentenza n. 4055 del 28/01/1985 Ud. (dep. 29/04/1985) Rv. 168917 - 01

REATI FALLIMENTARI - CIRCOSTANZE AGGRAVANTI - CIRCOSTANZE ATTENUANTI - GRAVITÀ O TENUITÀ DEL DANNO - CRITERI DI VALUTAZIONE.*
Stato
decisa il 1985-01-28
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/168917-01

REATI FALLIMENTARI - CIRCOSTANZE AGGRAVANTI - CIRCOSTANZE ATTENUANTI - GRAVITÀ O TENUITÀ DEL DANNO - CRITERI DI VALUTAZIONE.*

Nei reati fallimentari i concetti di gravità e tenuità del danno, per quanto riguarda le circostanze aggravanti e quelle attenuanti, scaturiscono dall'intero comportamento commissivo od omissivo del fallito: il danno patrimoniale deve essere valutato con riferimento all'entità del passivo, tenendo conto della dimensione dell'impresa, della natura delle sue operazioni, del periodo di tempo nel quale il dissesto si è manifestato, nonché dell'entità del pregiudizio complessivo subito dalla massa dei creditori in conseguenza dei contestati fatti commissivi od omissivi. (V mass n 157795; (V mass n 151267; (V mass n 147194).*

Riferimenti normativi: Legge Falliment. art. 219 CORTE COST., Legge 16/03/1942 num. 267 art. 219 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)