Sez. 3, Sentenza n. 562 del 23/02/1995 Cc. (dep. 30/06/1995) Rv. 202059 - 01
Misure cautelari - Reali - Sequestro preventivo - In genere | Protrazione e aggravamento delle conseguenze del reato - Nozione - Reato consumato o permanenza cessata - Possibilità del sequestro preventivo - Sussistenza - Limitazione allo impedimento del verificarsi dell'evento del reato in senso naturalistico o quale violazione del bene giuridico protetto - Esclusione - Fattispecie in tema di sequestro di edificio costruito in violazione della normativa urbanistica.
Misure cautelari - Reali - Sequestro preventivo - In genere
In tema di sequestro preventivo, le "conseguenze" che il legislatore intende neutralizzare attraverso con il provvedimento cautelare non sono identificabili con lo "evento" in senso giuridico, sicché esse possono essere aggravate o protratte anche dopo la consumazione del reato. (Nel caso di specie la Corte ha precisato che la eventuale utilizzazione del bene edificato in spregio degli strumenti urbanistici non aggiunge nulla alla perfezione del reato o alla lesione del bene giuridico formalmente tutelato, ma poiché protrae e aggrava le lesioni dell'equilibrio urbanistico e del territorio, che è il valore essenziale cui è finalizzato il controllo pubblico, ciò giustifica pienamente l'adozione e la conservazione del sequestro preventivo).
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 321 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 321 CORTE COST., Legge 28/02/1985 num. 47 art. 20 lett. C CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)