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Sez. L, Sentenza n. 16783 del 21/07/2006 (Rv. 591842 - 01)

PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - ULTRA ED EXTRA PETITA | Domanda del lavoratore subordinato diretta all'ottenimento di differenze retributive - Interpretazione da parte del giudice del merito - Criteri - Accoglimento della domanda secondo le voci computate dal c.t.u. - Vizio di ultrapetizione - Sussistenza - Esclusione - Condizioni.
Stato
decisa il 2006-07-21
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/591842-01

PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - ULTRA ED EXTRA PETITA

In tema di controversia di lavoro relativa a pretesa del lavoratore per differenze retributive, legittimamente il giudice di merito interpreta la domanda considerandone il contenuto complessivo, compresi gli argomenti giustificativi, e ritiene che le somme dedotte ed invocate dal lavoratore-attore siano indicate, voce per voce retributiva, senza assoluta precisione e salvo errore, con la conseguenza che le singole voci ben possono essere diversamente calcolate sulla scorta delle operazioni compiute dal consulente tecnico d'ufficio, senza che sia ravvisabile nella sentenza il vizio di ultrapetizione, purché la somma liquidata non sia nel complesso superiore a quella chiesta dalla parte.

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 112, Cod. Civ. art. 2099 CORTE COST., Costituzione art. 36

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)