Sez. U, Sentenza n. 26972 del 11/11/2008 (Rv. 605491 - 01)
RISARCIMENTO DEL DANNO - PATRIMONIALE E NON PATRIMONIALE (DANNI MORALI) | Risarcibilità dei pregiudizi non patrimoniali - Casi previsti dalla legge - Interpretazione costituzionalmente orientata- - Fatti reato - Altre ipotesi espressamente previste - Lesione di diritti costituzionalmente garantiti.
RISARCIMENTO DEL DANNO - PATRIMONIALE E NON PATRIMONIALE (DANNI MORALI)
Il danno non patrimoniale è risarcibile nei soli casi "previsti dalla legge", e cioè, secondo un'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 2059 cod. civ.: (a) quando il fatto illecito sia astrattamente configurabile come reato; in tal caso la vittima avrà diritto al risarcimento del danno non patrimoniale scaturente dalla lesione di qualsiasi interesse della persona tutelato dall'ordinamento, ancorché privo di rilevanza costituzionale; (b) quando ricorra una delle fattispecie in cui la legge espressamente consente il ristoro del danno non patrimoniale anche al di fuori di una ipotesi di reato (ad es., nel caso di illecito trattamento dei dati personali o di violazione delle norme che vietano la discriminazione razziale); in tal caso la vittima avrà diritto al risarcimento del danno non patrimoniale scaturente dalla lesione dei soli interessi della persona che il legislatore ha inteso tutelare attraverso la norma attributiva del diritto al risarcimento (quali, rispettivamente, quello alla riservatezza od a non subire discriminazioni); (c) quando il fatto illecito abbia violato in modo grave diritti inviolabili della persona, come tali oggetto di tutela costituzionale; in tal caso la vittima avrà diritto al risarcimento del danno non patrimoniale scaturente dalla lesione di tali interessi, che, al contrario delle prime due ipotesi, non sono individuati "ex ante" dalla legge, ma dovranno essere selezionati caso per caso dal giudice.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 185, Cod. Civ. art. 2059 CORTE COST., Decreto Legisl. 05/07/1998 num. 286 art. 44 com. 7 CORTE COST., Decreto Legisl. 30/06/2003 num. 196 art. 15 com. 2, Decreto Legisl. 10/02/2005 num. 30 art. 125, Decreto Legisl. 16/03/2006 num. 140 art. 5 com. 1, Decreto Legisl. 16/03/2006 num. 140 art. 17 com. 1, Legge 22/04/1941 num. 633 art. 158 com. 3
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)