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Sez. 5 - , Sentenza n. 47630 del 28/10/2019 Ud. (dep. 22/11/2019) Rv. 277550 - 01

GIUDICE DI PACE - IMPUGNAZIONI - APPELLO - DELL'IMPUTATO | Sentenza di non punibilità per particolare tenuità del fatto, con contestuale condanna al risarcimento del danno - Ricorribilità in cassazione - Esclusione - Appellabbilità - Sussistenza - Ragioni.
Stato
decisa il 2019-10-28
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/277550-01

GIUDICE DI PACE - IMPUGNAZIONI - APPELLO - DELL'IMPUTATO

È appellabile la sentenza del giudice di pace che prosciolga l'imputato per la particolare tenuità del fatto, contestualmente condannandolo al risarcimento del danno in favore della parte civile, trattandosi di decisione di "natura mista" avente efficacia di giudicato nel giudizio civile, ai sensi dell'art. 651-bis cod. proc. pen., sotto il profilo dell'affermazione di responsabilità dell'imputato, e perciò rientrante nella disciplina di cui all'art. 37, comma 1, d. lgs. 28 agosto 2000, n. 374, anziché in quella del comma successivo. (In applicazione del principio, la Corte ha qualificato l'impugnazione come appello, trasmettendo gli atti al tribunale competente).

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 28/08/2000 num. 274 art. 37 CORTE COST., Decreto Legisl. 28/08/2000 num. 274 art. 34 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 651 bis, Cod. Pen. art. 131 bis CORTE COST. PENDENTE

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)