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Sez. 2, Sentenza n. 50155 del 16/11/2004 Ud. (dep. 31/12/2004) Rv. 230602 - 01

REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE | Applicazione in sede esecutiva - Carattere sussidiario e suppletivo - Richiesta di immediata applicazione al giudice della cognizione da parte dell'imputato - Indeclinabilità.
Stato
decisa il 2004-11-16
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/230602-01

REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE

L'applicazione della disciplina della continuazione in sede di esecuzione ha carattere sussidiario e suppletivo ed è subordinata alla circostanza che non sia stata esclusa dal giudice della cognizione; pertanto, dinanzi ad una precisa richiesta dell'imputato, il giudice della cognizione non può legittimamente rinviare alla fase esecutiva il giudizio sull'identità o meno del disegno criminoso tra i vari illeciti.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 671 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)