Sez. 1, Sentenza n. 22505 del 26/04/2002 Cc. (dep. 07/06/2002) Rv. 222454 - 01
REO - ABITUALITÀ NEL REATO - RITENUTA DAL GIUDICE | Condizioni - Ulteriore condanna dopo due precedenti per delitti non colposi - Passaggio in giudicato dell'ultima condanna - Necessità - Esclusione.
REO - ABITUALITÀ NEL REATO - RITENUTA DAL GIUDICE
Ai fini della dichiarazione di abitualità ritenuta dal giudice, qualora le condanne definitive siano già sussistenti nel numero prescritto e per i reati previsti, qualsiasi comportamento o circostanza, che si aggiunga alle suddette condanne e riveli una precisa tendenza a delinquere, come una condanna non definitiva per altri gravi reati, può essere assunta come elemento sintomatico della qualificata pericolosità sociale del soggetto, tale da giustificare la dichiarazione di abitualità nel delitto.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 103 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)