Sez. 4, Sentenza n. 49325 del 06/10/2004 Ud. (dep. 23/12/2004) Rv. 230401 - 01
REO - ABITUALITÀ NEL REATO - RITENUTA DAL GIUDICE | Parametri di riferimento - Condanna non definitiva per altri gravi reati - Rilevanza.
REO - ABITUALITÀ NEL REATO - RITENUTA DAL GIUDICE
In tema di dichiarazione di abitualità ritenuta dal giudice (art.103 cod. pen), qualora le condanne definitive riportate dall'imputato siano già sussistenti nel numero prescritto e per i reati previsti, qualsiasi comportamento o circostanza, che si aggiunga alle suddette condanne e riveli una precisa tendenza a delinquere (come, ad esempio, una condanna non definitiva per altri gravi reati, tanto più se di indole omogenea), può essere assunto come elemento sintomatico della qualificata pericolosità sociale del soggetto, tale da giustificare la dichiarazione di abitualità nel delitto.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 103 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)