Sez. L, Sentenza n. 3650 del 26/05/1983 (Rv. 428548 - 01)
LAVORO - LAVORO AUTONOMO - IN GENERE - LAVORO SUBORDINATO - ELEMENTI DISTINTIVI - MISURE FISSE O VARIABILI DELLA RETRIBUZIONE, PREDETERMINAZIONE E REGOLARITÀ DELLA PRESTAZIONE E DURATA DEL RAPPORTO - ESCLUSIONE.*
LAVORO - LAVORO AUTONOMO - IN GENERE - LAVORO SUBORDINATO - ELEMENTI DISTINTIVI - MISURE FISSE O VARIABILI DELLA RETRIBUZIONE, PREDETERMINAZIONE E REGOLARITÀ DELLA PRESTAZIONE E DURATA DEL RAPPORTO - ESCLUSIONE.*
Elementi distintivi del rapporto di lavoro autonomo da quello subordinato sono essenzialmente: a) l'oggetto della prestazione, che nel lavoro autonomo è dato dal risultato dell'attività organizzata del prestatore (Opus) e nel lavoro subordinato dalle stesse energie lavorative (operae), esplicate secondo le direttive, la vigilanza ed il controllo dell'altra parte, che assumono diversa intensità secondo la natura della specifica prestazione dovuta; b) l'esistenza di un'organizzazione imprenditoriale, anche in termini minimi, da parte del prestatore di lavoro autonomo; C) l'incidenza soggettiva del rischio attinente all'Esercizio dell'attività produttiva, che incombe in misura evidente e completa sul lavoratore autonomo, mentre ricade sul datore di lavoro in ipotesi di lavoro subordinato. Non hanno, invece, pari efficacia caratterizzante e possono essere assunti solo a parametri integrativi ed eventuali, ai fini della predetta distinzione, altri elementi, quali la misura fissa o variabile della retribuzione, la predeterminazione e la regolarità della prestazione e la durata del rapporto, in quanto essi possono conciliarsi con l'uno e l'altro tipo di contratto. (V 2158/82, mass n 420035; (V 1326/81, mass n 411929; (V 303/81, mass n 410739).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2094, Cod. Civ. art. 2222
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)