Sez. 2, Sentenza n. 2814 del 22/04/1986 (Rv. 445850 - 01)
MEDIAZIONE - IN GENERE - ATTIVITÀ DEL MEDIATORE - NESSO CAUSALE CON LA CONCLUSIONE DELL'AFFARE - ACCERTAMENTO - CRITERI.*
MEDIAZIONE - IN GENERE - ATTIVITÀ DEL MEDIATORE - NESSO CAUSALE CON LA CONCLUSIONE DELL'AFFARE - ACCERTAMENTO - CRITERI.*
Al fine di stabilire se tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare sussista il nesso causale richiesto perché sorga il diritto alla provvigione ai sensi dell'art. 1755 cod. civ., occorre avere riguardo al principio della causalità adeguata o efficiente, in base al quale la conclusione dell'affare deve costituire l'effetto dell'intervento del mediatore, il che si verifica quando l'attività da questi svolta rientra nella serie dei fattori ai quali sia ricollegabile la positiva conclusione delle trattative. (V 4399/85, mass n 441864; (V 438/82, mass n 418138; (V 3600/77, mass n 387208; (V 427/77, mass n 383975).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1755
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)