Sez. 3, Sentenza n. 13810 del 12/02/2008 Ud. (dep. 02/04/2008) Rv. 239949 - 01
SENTENZA - ASSOLUZIONE | Assoluzione perché "il fatto non è previsto dalla legge come reato" e perché "il fatto non sussiste" - Individuazione dei rispettivi ambiti - Fattispecie.
SENTENZA - ASSOLUZIONE
La formula "il fatto non è previsto dalla legge come reato" va adottata là dove il fatto non corrisponda ad una fattispecie incriminatrice in ragione o di un'assenza di previsione normativa o di una successiva abrogazione della norma o di un'intervenuta dichiarazione d'incostituzionalità, permanendo in tutti tali casi la possibile rilevanza del fatto in sede civile; la formula "il fatto non sussiste", che esclude ogni possibile rilevanza anche in sede diversa da quella penale, va invece adottata quando difetti un elemento costitutivo del reato. (Nella specie la Corte ha ritenuto che la disapplicazione da parte del giudice della norma che prevede l'obbligo d'apposizione del contrassegno Siae, in quanto incompatibile con la normativa comunitaria in materia di notifica delle "regole tecniche", comporti l'insussistenza del fatto relativamente ai reati di cui agli artt. 171 bis, comma primo e comma secondo, e 171 ter, comma primo, lett. d), della L. n. 633 del 1941 e successive modifiche).
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 530 CORTE COST., Legge 22/04/1941 num. 633 art. 171 bis CORTE COST., Legge 22/04/1941 num. 633 art. 171 ter com. 1 lett. D CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)