Sez. L, Sentenza n. 5206 del 10/09/1980 (Rv. 409033 - 01)
PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA - D'UFFICIO - CONTRASTO TRA LA CONSULENZA DI PRIMO GRADO E QUELLA D'APPELLO - POTERI DEL GIUDICE - OBBLIGO DI MOTIVAZIONE.*
PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA - D'UFFICIO - CONTRASTO TRA LA CONSULENZA DI PRIMO GRADO E QUELLA D'APPELLO - POTERI DEL GIUDICE - OBBLIGO DI MOTIVAZIONE.*
Il giudice di appello, quando si trovi in presenza di un netto contrasto tra le due consulenze tecniche, rispettivamente di primo e di secondo grado, puo seguire le conclusioni dell'una o dell'altra di esse, ovvero dissentire da entrambe, ma deve fornire adeguata, logica ed esauriente motivazione del suo convincimento, compiutamente enunciando gli elementi probatori e i criteri di valutazione degli accertamenti acquisiti, nonche gli argomenti medico-legali, logici e giuridici che lo hanno condotto ad una conclusione divergente dall'uno o dall'altro parere peritale; e cio specialmente se le conclusioni accolte divergano da quelle del consulente di appello, il quale abbia criticamente corretto l'avviso espresso dall'ausiliare tecnico di primo grado. (V 6019/78, mass n 395839; (V 3753/77, mass n 387423; (Conf 4506/79, mass n 401011).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 61, Cod. Proc. Civ. art. 132 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 195, Cod. Proc. Civ. art. 424 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 441, Cod. Proc. Civ. art. 442 CORTE COST., Legge 11/08/1973 num. 533 art. 1 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)