Sez. L, Sentenza n. 13067 del 17/06/2005 (Rv. 582115 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CONTRATTO COLLETTIVO - INTERPRETAZIONE | Incensurabilità in cassazione - Limiti - Denuncia di vizi di motivazione o di violazione delle regole di ermeneutica contrattuale - Contenuto - Specificità - Necessità - Mera contrapposizione di un'interpretazione diversa da quella criticata - Inammissibilità - Fattispecie relativa ad interpretazione del CCNL per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato concernente la clausola dei "tickets restaurant".
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CONTRATTO COLLETTIVO - INTERPRETAZIONE
L'interpretazione delle disposizioni collettive di diritto comune è censurabile in sede di legittimità solo per vizi di motivazione e violazione dei canoni legali di ermeneutica contrattuale; le censure basate sulle suddette violazioni devono essere tuttavia specifiche, con indicazione dei singoli canoni ermeneutici violati e delle ragioni della asserita violazione, mentre le censure riguardanti la motivazione devono riguardare l'obiettiva insufficienza di essa o la contraddittorietà del ragionamento su cui si fonda l'interpretazione accolta, potendo il sindacato di legittimità riguardare esclusivamente la coerenza formale della motivazione, ovvero l'equilibrio dei vari elementi che ne costituiscono la struttura argomentativa, e non potendosi perciò ritenere idonea ad integrare valido motivo di ricorso per cassazione una critica del risultato interpretativo raggiunto dal giudice di merito che si risolva solamente nella contrapposizione di una diversa interpretazione ritenuta corretta dalla parte.(Nella specie la sentenza impugnata, confermata dalla S.C., interpretando l'art. 27 del CCNL dei dipendenti delle Ferrovie, aveva riconosciuto il diritto ai "tickets restaurant" in occasione dei turni di mattina e di pomeriggio ritenendo l'impossibilità di rientro dal lavoro per il pasto legata a due condizioni, alternative e non concorrenti, quali il tempo di percorrenza e la distanza).
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1362, Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)