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Sez. 1, Sentenza n. 10296 del 16/07/2002 (Rv. 555797 - 01)

AVVOCATO E PROCURATORE - IN GENERE | Astensione dalle udienze deliberata legittimamente dal Consiglio dell'Ordine - Adesione del singolo avvocato - Conseguenze - Diritto al differimento dell'udienza - Sussistenza - Condizioni - Limiti - Comunicazione dell'adesione - Necessità - Forme.
Stato
decisa il 2002-07-16
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/555797-01

AVVOCATO E PROCURATORE - IN GENERE

È diritto del difensore - che aderisca all'astensione delle udienze legittimamente deliberata dal competente organismo forense - quello di ottenere un differimento della trattazione della causa (indubbiamente valendo tale astensione quale legittimo impedimento dello svolgimento delle previste attività processuali), sicché lo svolgimento di quelle attività, in presenza di tale impedimento, ben può determinare, ove ne sia da esse derivato pregiudizio al diritto di difesa, una nullità degli atti assunti. Tuttavia, l'impedimento in oggetto deve essere previamente portato a conoscenza dell'Ufficio, anche mediante semplice dichiarazione rassegnata a verbale della stessa udienza, siccome si tratta di una facoltà del difensore che, pur avendo origine o fonte in un deliberato "collettivo", si esercita mediante un atto di esternazione individuale, la cui presenza è indefettibile, appartenendo alla sfera dei diritti personali la facoltà di aderire, o meno, ad una decisione di astenersi dall'attività (cfr. Corte Cost. n. 171 del 1996).

Riferimenti normativi: Costituzione art. 24, Legge 12/06/1990 num. 146 art. 2 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)