Sez. 5, Sentenza n. 18368 del 09/12/2003 Ud. (dep. 21/04/2004) Rv. 229231 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - DELITTI CONTRO L'AUTORITÀ DELLE DECISIONI GIUDIZIARIE - PROCURATA INOSSERVANZA DI PENA | Elemento oggettivo - Aiuto prestato - Rapporto di causalità con l'intenzione del condannato di sottrarsi all'esecuzione della pena - Necessità - Elemento soggettivo - Dolo generico - Fattispecie.
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - DELITTI CONTRO L'AUTORITÀ DELLE DECISIONI GIUDIZIARIE - PROCURATA INOSSERVANZA DI PENA
Integra il reato di procurata inosservanza di pena (art. 390 cod. pen.) - che è reato a forma libera - la condotta che costituisce concausa produttiva dell'effetto conseguito dal condannato, sicché l'aiuto prestato deve essere in connessione causale con l'intenzione del condannato di sottrarsi all'esecuzione della pena; l'elemento soggettivo richiede il dolo generico, che presuppone la consapevolezza da parte dell'agente della posizione di condannato della persona aiutata. (In applicazione di questo principio la S.C. ha ritenuto insussistenti gli estremi del reato in questione nella condotta di un componente di una delegazione di politici albanesi - della quale faceva parte sotto falso nome un soggetto ricercato, immediatamente riconosciuto e arrestato dai militari della Guardia di Finanza - che alla domanda degli stessi militari si limitò a segnalare che detto soggetto faceva parte della delegazione diretta a Strasburgo, non ravvisando in tale condotta una forma qualsiasi di aiuto, posto che effettivamente la delegazione albanese in rappresentanza di diversi partiti si stava recando a Strasburgo per partecipare ad un incontro sulla criminalità).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 390
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)