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Sez. 5, Sentenza n. 23370 del 14/05/2008 Cc. (dep. 10/06/2008) Rv. 240489 - 01

REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE | Continuazione tra reato associativo e reati fine - Associazione che comprenda tra i reati fine anche l'omicidio - Omicidio perpetrato per esigenze contingenti - Esclusione della continuazione - Legittimità - Fattispecie.
Stato
decisa il 2008-05-14
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/240489-01

REATO - REATO CONTINUATO - IN GENERE

Qualora un determinato sodalizio criminoso sia stato costituito anche in vista della perpetrazione d'omicidi, ciò non implica che ogni omicidio che nell'ambito di esso sia stato deliberato sia automaticamente riconducibile al programma criminoso ed eventualmente suscettibile di essere considerato avvinto dal nesso della continuazione con il reato associativo, dovendosi al contrario ritenere legittimo che un tale nesso venga escluso quando l'omicidio presenti il carattere dell'estemporaneità, in quanto determinato da ritenute esigenze contingenti (principio affermato, nella specie, con riguardo ad un caso in cui vittima dell'omicidio era stato un soggetto originariamente aderente al sodalizio, dal quale poi si era allontanato e per questo era stato punito).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST., Cod. Pen. art. 416 CORTE COST., Cod. Pen. art. 416 bis CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)