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Sez. L, Sentenza n. 143 del 08/01/2000 (Rv. 532752 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - ESTINZIONE DEL RAPPORTO - LICENZIAMENTO INDIVIDUALE - PER GIUSTA CAUSA | Comportamento del lavoratore estrinsecantesi in accuse di atteggiamenti persecutori rivolte al capo del personale e comunicate alla dirigenza aziendale e alla stampa - Mancata dimostrazione della fondatezza delle accuse - Idoneità a far venir meno l'elemento della fiducia - Configurabilità - Accertamento del giudice di merito - Censurabilità - Limiti.
Stato
decisa il 2000-01-08
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/532752-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - ESTINZIONE DEL RAPPORTO - LICENZIAMENTO INDIVIDUALE - PER GIUSTA CAUSA

Il comportamento del lavoratore, che - mediante una lettera di diffida comunicata alla dirigenza aziendale e divulgata a mezzo stampa - rivolga al capo del personale accuse, poi non provate, di atteggiamenti persecutori nei suoi confronti, può configurare - in base ad una valutazione rimessa al giudice di merito incensurabile in sede di legittimità se congruamente e logicamente motivata - un fatto di tale gravità da minare il rapporto di fiducia esistente fra le parti e da legittimare quindi il licenziamento per giusta causa ex art. 2119 cod. civ.

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2119

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)