Sez. 5 - , Sentenza n. 38098 del 20/05/2019 Ud. (dep. 13/09/2019) Rv. 277037 - 01
ACQUE | Prelievo abusivo di acque convogliate nelle condutture di un consorzio concessionario - Delitto di furto - Sussistenza - Ragioni - Illecito amministrativo di cui all'art. 23 del d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152 - Distinzione.
ACQUE
Il prelievo delle acque gestite da un consorzio su concessione regionale, realizzato con la creazione di un'utenza clandestina mediante allaccio abusivo alle condutture consortili, integra il delitto di furto aggravato ai sensi dell'art. 625, n. 2 cod. pen., in quanto determina un mutamento di destinazione della risorsa idrica rispetto agli usi previsti dall'ente gestore e mira al conseguimento di un profitto, consistente nel mancato versamento del corrispettivo previsto. (In motivazione, la Corte ha chiarito che integrerebbe, invece, il solo illecito amministrativo di cui all'art. 23, comma 4, d. lgs. n. 152 del 1999 il prelievo, in misura eccessiva o con modalità irregolari, di acque pubbliche non convogliate in acquedotti).
Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 11/05/1999 num. 152 art. 23 com. 4 CORTE COST., Regio Decr. 11/12/1933 num. 1775 art. 17 CORTE COST., Cod. Pen. art. 624 CORTE COST., Cod. Pen. art. 625 com. 1 lett. 2, Legge 24/11/1989 num. 689 art. 9
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)