Sez. L, Sentenza n. 5419 del 13/06/1996 (Rv. 498063 - 01)
OBBLIGAZIONI IN GENERE - NASCENTI DALLA LEGGE - RIPETIZIONE DI INDEBITO - OGGETTIVO | Interessi e maggior danno da ritardato adempimento - Computo - Decorrenza - Buona fede rilevante - Nozione soggettiva - Equiparazione della colpa grave alla malafede ex art. 1147 cod. civ. - Applicabilità - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie relativa a contributi previdenziali.
OBBLIGAZIONI IN GENERE - NASCENTI DALLA LEGGE - RIPETIZIONE DI INDEBITO - OGGETTIVO
In materia di indebito oggettivo, ai fini della decorrenza degli interessi ai sensi dell'art. 2033 cod. civ. e della rilevanza dell'eventuale maggior danno di cui all'art. 1224, secondo comma, rileva una nozione di buona fede in senso soggettivo, coincidente con l'ignoranza dell'effettiva situazione giuridica in conseguenza di un errore di fatto o di diritto, anche dipendente da colpa grave, non essendo applicabile la disposizione dettata dall'art. 1147, secondo comma, in riferimento alla buona fede nel possesso. Pertanto anche il dubbio particolarmente qualificato circa l'effettiva fondatezza delle proprie pretese è compatibile con la buona fede ai fini in esame. (Fattispecie in materia di versamento ad istituto previdenziale di contributi non effettivamente dovuti).
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1147 com. 2, Cod. Civ. art. 2033 CORTE COST., Cod. Civ. art. 1224 com. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)