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Sez. L, Sentenza n. 9865 del 18/09/1995 (Rv. 494063 - 01)

OBBLIGAZIONI IN GENERE - NASCENTI DALLA LEGGE - RIPETIZIONE DI INDEBITO - IN GENERE | Decorrenza degli interessi - Distinzione - Malafede e buona fede - Rilevanza rispettiva - Nozione di buona fede in senso soggettivo ex art. 1147, primo comma, cod. civ. - Operatività - Applicabilità del secondo comma di detto articolo - Esclusione - Conseguenze.
Stato
decisa il 1995-09-18
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/494063-01

OBBLIGAZIONI IN GENERE - NASCENTI DALLA LEGGE - RIPETIZIONE DI INDEBITO - IN GENERE

Ai sensi dell'art. 2033 cod. civ. - che, allo scopo di contemperare l'interesse del "solvens" e quello dell'"accipiens", prevede nella ripetizione dell'indebito la decorrenza degli interessi dal giorno del pagamento, in caso di mala fede di chi lo ha ricevuto, e, invece, dal giorno della domanda in caso di sua buona fede - rileva la nozione in senso soggettivo di buona fede, datane dall'art. 1147, primo comma, cod. civ. (salvo che la ripetibilità non dipenda da nullità del negozio fonte dell'obbligazione, dovuta al fatto di chi l'ha ricevuto), mentre non è applicabile la disposizione particolare dettata dal secondo comma dell'art. 1147, secondo cui la buona fede non giova se l'ignoranza dipende da colpa grave. Ne deriva che la buona fede di chi ha ricevuto il pagamento, presunta per legge, non è esclusa dalla circostanza che il "solvens" abbia effettuato il pagamento contestando di esservi tenuto e l'"accipiens" sia stato consapevole di tali contestazioni (ed eventualmente anche in dubbio circa la debenza della somma).

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1147, Cod. Civ. art. 2033 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)