Sez. 5, Sentenza n. 29075 del 23/05/2012 Ud. (dep. 18/07/2012) Rv. 253316 - 01
REATO - CAUSALITÀ (RAPPORTO DI) - CONCORSO DI CAUSE | Lesioni personali volontarie seguite da decesso della vittima - Errori dei medici - Idoneità ad interrompere il nesso causale - Esclusione - Condizioni.
REATO - CAUSALITÀ (RAPPORTO DI) - CONCORSO DI CAUSE
In tema di lesioni personali volontarie seguite dal decesso della vittima, l'eventuale negligenza o imperizia dei medici, ancorché di elevata gravità, non elide, di per sé, il nesso causale tra la condotta lesiva e l'evento morte, in quanto l'intervento dei sanitari costituisce, rispetto al soggetto leso, un fatto tipico e prevedibile, anche nei potenziali errori di cura, mentre ai fini dell'esclusione del nesso di causalità occorre un errore del tutto eccezionale, abnorme, da solo determinante l'evento letale. Ne consegue, in tal caso, l'applicabilità dell'art. 41, comma primo e non dell'art. 41, comma secondo, cod. pen..
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 41 com. 1, Cod. Pen. art. 41 com. 2
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)