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Sez. 1, Sentenza n. 1681 del 12/03/1984 (Rv. 433745 - 01)

ACQUE - COMPETENZA E GIURISDIZIONE - DEI TRIBUNALI REGIONALI DELLE ACQUE PUBBLICHE E DI ALTRA GIURISDIZIONE - TRIBUNALI REGIONALI E GIUDICE ORDINARIO - COMPETENZA - RIPARTIZIONE - CRITERI - FATTISPECIE RELATIVA A CONTROVERSIA SULLA VALIDITÀ ED EFFICACIA DI UNA CONVENZIONE TRA UNA SOCIETÀ ELETTRICA ED UN PRIVATO AVENTE PER OGGETTO UNA CONCESSIONE DELLA PRIMA INCOMPATIBILE CON QUELLA DEL SECONDO E LA FORNITURA GRATUITA DI ENERGIA ELETTRICA A QUEST'ULTIMO DA PARTE DELLA SOCIETÀ CONCESSIONARIA.*
Stato
decisa il 1984-03-12
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/433745-01

ACQUE - COMPETENZA E GIURISDIZIONE - DEI TRIBUNALI REGIONALI DELLE ACQUE PUBBLICHE E DI ALTRA GIURISDIZIONE - TRIBUNALI REGIONALI E GIUDICE ORDINARIO - COMPETENZA - RIPARTIZIONE - CRITERI - FATTISPECIE RELATIVA A CONTROVERSIA SULLA VALIDITÀ ED EFFICACIA DI UNA CONVENZIONE TRA UNA SOCIETÀ ELETTRICA ED UN PRIVATO AVENTE PER OGGETTO UNA CONCESSIONE DELLA PRIMA INCOMPATIBILE CON QUELLA DEL SECONDO E LA FORNITURA GRATUITA DI ENERGIA ELETTRICA A QUEST'ULTIMO DA PARTE DELLA SOCIETÀ CONCESSIONARIA.*

Ai fini della discriminazione tra la Competenza dell'autorità giudiziaria in Sede ordinaria e quella dei tribunali regionali delle acque pubbliche, occorre aver riguardo all'oggetto della controversia, la quale rientra nella Competenza del giudice specializzato solo quando involge questioni sulla demanialità delle acque, o sul contenuto o sui limiti di una concessione di utenza, o sul diritto, nei confronti dell'amministrazione, alla derivazione o alla utilizzazione delle acque, o che incida, comunque, direttamente o indirettamente, sugli interessi pubblici connessi al regime delle acque; rientrano, invece, nella Competenza degli organi ordinari dell'autorità giudiziaria le controversie fra privati che, pur ricollegandosi al presupposto della sussistenza, a favore di una o di entrambe le parti contendenti, di una concessione di acqua pubblica, non investono la legittimità e la portata di quest'ultima e non toccano quindi l'interesse della pubblica amministrazione, ma riflettono esclusivamente le modalità di attuazione e di Esercizio dei diritti di uso delle acque, da osservarsi nei rapporti interni tra le parti, nonché gli obblighi reciproci che ne derivano, di modo che non sia necessaria un'indagine sul contenuto e sui limiti della concessione al fine di individuarne la portata e gli effetti, e di stabilire se essa abbia o meno l'attitudine ad incidere, modificandoli, sui rapporti preesistenti fra le parti. (nella specie, sulla base del principio di cui in massima, la S.C. ha ritenuto correttamente affermata la Competenza del tribunale ordinario su una controversia nella quale si discuteva della validità e dell'efficacia di una convenzione con la quale una società elettrica, cui era succeduta l'ENEL, avendo presentato una domanda di concessione di derivazioni d'acqua, si era obbligata a fornire gratuitamente energia elettrica ad un privato, titolare di una precedente derivazione incompatibile, il quale a sua volta aveva rinunciato all'opposizione proposta contro la richiesta della società. (V 4592/81, mass n 415306; (V 4250/79, mass n 400765; (Conf 3328/71, mass n 354823; (Conf 2941/69, mass n 342798; (Conf 165/67, mass n 325876).*

Riferimenti normativi: Regio Decr. 11/12/1933 num. 1775 art. 140 lett. C, Regio Decr. 11/12/1933 num. 1775 art. 140 lett. D

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)