Sez. L, Sentenza n. 15618 del 11/08/2004 (Rv. 576503 - 01)
PROVA CIVILE - CONFESSIONE - IRREVOCABILITÀ | Prova della inveridicità della dichiarazione - Insufficienza - Prova altresì dell'erroneità della rappresentazione o percezione del fatto confessato, o della costrizione della volontà - Necessità.
PROVA CIVILE - CONFESSIONE - IRREVOCABILITÀ
La confessione può esser invalidata (e non "revocata", perché gli effetti sostanziali e processuali di essa non sono rimessi alla volontà del dichiarante) soltanto se il confitente dimostra non solo l'inveridicità della dichiarazione, ma anche che essa fu determinata da errore di fatto o da violenza. Ne consegue che, dovendo il dichiarante allegare e provare anche il vizio d'origine della dichiarazione confessoria, al fine dell'invalidazione non è sufficiente dedurre prove testimoniali limitatamente alla non rispondenza al vero del fatto confessato.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2732
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)