Sez. 6, Sentenza n. 21699 del 19/02/2013 Ud. (dep. 21/05/2013) Rv. 255661 - 01
GIUDIZIO - ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE - ESAME DEI TESTIMONI - CONTESTAZIONI - IN GENERE | Testimone sottoposto a violenza o minaccia - Accertamento da parte del giudice - Criteri - Indicazione - Fattispecie.
GIUDIZIO - ISTRUZIONE DIBATTIMENTALE - ESAME DEI TESTIMONI - CONTESTAZIONI - IN GENERE
Gli "elementi concreti" per ritenere che il testimone sia stato sottoposto a minaccia possono essere desunti da qualunque circostanza sintomatica dell'intimidazione, purché connotata da obiettività e significatività, secondo uno "standard" probatorio che non può essere rappresentato dal semplice sospetto, ma neppure da una prova "al di là di ogni ragionevole dubbio". (Fattispecie nella quale la prova dell'intimidazione è stata desunta dal contegno complessivo della persona offesa, caratterizzato dalla sottoscrizione con firma apocrifa o illeggibile dei verbali di sommarie informazioni fornite alla P.G., dalla completa ritrattazione in dibattimento, senza alcuna plausibile giustificazione, delle dichiarazioni rese sia nella fase delle indagini sia al di fuori del procedimento penale, e dalla richiesta, avanzata in prossimità dell'udienza fissata per la sua deposizione in udienza, di essere collocata in un reparto della Casa Circondariale diverso da quello nel quale erano detenuti gli imputati, giustificata dal timore per la propria incolumità).
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 500 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)