diritto.io

Sez. 1, Sentenza n. 10129 del 20/09/1999 (Rv. 530149 - 01)

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - OCCUPAZIONE TEMPORANEA E D'URGENZA - RISARCIMENTO DEL DANNO | Da occupazione acquisitiva - Momento di verificazione dell'illecito - Individuazione - Scadenza del termine di occupazione autorizzata - Soggetto tenuto al risarcimento - Titolare del potere espropriativo - Realizzazione dell'opera da parte di diverso soggetto - Corresponsabilità - Condizioni - Trasferimento a detto soggetto di potestà relative al procedimento ablatorio - Fattispecie in tema di opera di provincia campana realizzata con compimento di attività giuridiche del sindaco di un comune - Delega di tali attività ai sensi delle leggi Regione Campania n. 23 del 1977 e n. 51 del 1978 - Conseguenze - Responsabilità del comune - Esclusione - Ragioni.
Stato
decisa il 1999-09-20
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/530149-01

ESPROPRIAZIONE PER PUBBLICO INTERESSE (O UTILITÀ) - OCCUPAZIONE TEMPORANEA E D'URGENZA - RISARCIMENTO DEL DANNO

Nel caso in cui l'irreversibile trasformazione del fondo di proprietà privata in opera pubblica si sia verificata nel periodo di occupazione legittima senza che tempestivamente sia intervenuto un provvedimento ablatorio, il fatto illecito generatore di responsabilità viene in essere alla scadenza del termine di occupazione autorizzata, in quanto è in tale momento che si verifica l'acquisto a titolo originario della proprietà in capo alla pubblica amministrazione, quale effetto della impossibilità di restituzione del bene, mentre nessuna connotazione di illiceità può ravvisarsi nella trasformazione del suolo per l'esecuzione dell'opera pubblica anteriormente a quel momento. In siffatti casi l'illecito è addebitabile al titolare del potere espropriativo, cioè al soggetto tenuto al rispetto delle norme sull'espropriazione, sicché, ove l'opera pubblica sia stata realizzata da diverso soggetto, quest'ultimo intanto può essere ritenuto autore dell'illecito, e, quindi, responsabile del danno, in quanto al medesimo siano state trasferite le potestà relative al procedimento ablatorio (nella specie, con riferimento ad un caso, in cui trattavasi di opera realizzata da una provincia campana ed il sindaco del comune nel quale doveva realizzarsi l'opera era intervenuto disponendo l'occupazione d'urgenza, in conformità a deliberazione dell'amministrazione provinciale, la Suprema Corte ha escluso che l'illecito derivante dall'occupazione acquisitiva fosse addebitabile anche al comune, osservando che ad esso non era stata delegata la procedura espropriativa e che le attività giuridiche compiute dal sindaco erano state da lui svolte, in ottemperanza a delega attribuita ai sindaci espressamente dalla legislazione regionale, di cui alle leggi Regione Campania n. 23 del 1977 e n. 51 del 1978, senza che l'espletamento di tale delega fosse riferibile al Comune in base al rapporto di immedesimazione organica).

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Legge 25/06/1865 num. 2359 art. 71, Legge 25/06/1865 num. 2359 art. 73, Legge 22/10/1971 num. 865 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2055, Legge Reg. Campania 19/04/1977 num. 23 CORTE COST., Legge Reg. Campania 31/10/1978 num. 51

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)