Sez. L, Sentenza n. 14115 del 20/06/2006 (Rv. 590335 - 01)
PROVA CIVILE - PROVE INDIZIARIE - PRESUNZIONI - IN GENERE (NOZIONE) | Presunzioni semplici - Efficacia giuridica - Condizioni - Individuazione - Fattispecie in tema di contestazione di addebito disciplinare nei confronti di lavoratore dipendente.
PROVA CIVILE - PROVE INDIZIARIE - PRESUNZIONI - IN GENERE (NOZIONE)
Affinché sia riconoscibile valore giuridico alle presunzioni semplici è necessario che gli elementi presi in considerazione siano gravi, precisi e concordanti, ovvero devono essere tali da lasciar apparire l'esistenza del fatto ignoto come una conseguenza ragionevolmente probabile del fatto noto, dovendosi ravvisare una connessione tra i fatti accertati e quelli ignoti secondo le regole di esperienza che convincano di ciò, sia pure con qualche margine di opinabilità. senza che sia consentito al giudice, in mancanza di un fatto noto, fare riferimento ad un fatto presunto e far derivare da questo un'altra presunzione.(Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha rilevato la correttezza della sentenza di appello impugnata, con la quale era stata negata la validità del ragionamento del giudice di primo grado, per affermare la tempestività della contestazione di addebito formulata nei confronti di un lavoratore dipendente da parte di una società-datrice di lavoro, in quanto nel sostenere che se quest'ultima avesse saputo delle inadempienze del suo dipendente lo avrebbe licenziato, aveva, in sostanza, finito con il risalire da un fatto ignoto ad altro fatto ignoto).
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2727, Cod. Civ. art. 2729 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)