Sez. 2, Sentenza n. 15907 del 18/12/2000 (Rv. 542705 - 01)
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA | Contenuto sostanziale, avendo riguardo allo scopo perseguito dalla parte - Considerazione necessaria - Inclusione dell'istanza implicita, connessa con la causa petendi ed il petitum, senza estenderne l'ambito di riferimento - Conseguenze - Domanda, in via principale, di accertamento della proprietà di un bene, a titolo derivativo - Accoglimento per acquisto del medesimo diritto a titolo originario - Vizio di ultra petita - Esclusione.
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA
La domanda giudiziale, per esser correttamente interpretata, deve esser considerata non solo nella sua formulazione letterale, ma anche nel suo contenuto sostanziale, avendo riguardo alle finalità perseguite dalla parte, sì che un' istanza non espressa può ritenersi implicitamente formulata se in rapporto di connessione con il petitum e la causa petendi, senza però estenderne l' ambito di riferimento. Pertanto la domanda di accertamento, in via principale, della proprietà di un bene a titolo derivativo involge, almeno virtualmente, la questione relativa all' acquisto del medesimo diritto per usucapione, con la conseguenza che il giudice che la accoglie a tale diverso titolo non incorre nel vizio di ultrapetita.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 948, Cod. Civ. art. 1158, Cod. Civ. art. 1161
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)