Sez. 6, Sentenza n. 21314 del 05/04/2018 Ud. (dep. 14/05/2018) Rv. 272949 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - NOZIONE DI PUBBLICO UFFICIALE - IN GENERE | Poste Italiane S.p.A. - Impiegato addetto alla riscossione dei pagamenti su bollettini postali - Qualifica di incaricato di pubblico servizio - Sussistenza - Conseguenze - Appropriazione del denaro ricevuto - Peculato - Configurabilità - Sussistenza - Ragioni.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - NOZIONE DI PUBBLICO UFFICIALE - IN GENERE
Il dipendente di Poste Italiane S.p.A. addetto alla riscossione dei pagamenti su bollettino postale riveste la qualità di incaricato di pubblico servizio e, pertanto, qualora si appropri delle somme ricevute, risponde del reato di peculato e non di quello di truffa o di appropriazione indebita (Fattispecie relativa a condotta appropriativa posta in essere mediante l'indebito annullamento dal registro informatico dell'operazione di pagamento del bollettino, in cui la Corte ha chiarito che il denaro, una volta consegnato all'impiegato, entra a far parte del patrimonio della pubblica amministrazione e non già in quello del funzionario, che ne consegue la disponibilità per ragioni del servizio e non "intuitu personae").
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 314 CORTE COST., Cod. Pen. art. 358 CORTE COST., Cod. Pen. art. 640 CORTE COST., Cod. Pen. art. 646 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)