Sez. U, Sentenza n. 16157 del 15/11/2002 (Rv. 558544 - 01)
GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - GIURISDIZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA | Canone di fognatura e depurazione di acque reflue - Natura di entrata tributaria - Configurabilità - Conseguenze.
GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - GIURISDIZIONE IN MATERIA TRIBUTARIA
I canoni di fognatura e depurazione di acque reflue hanno natura di entrate tributarie, sia fino al 1993, poiché l'art. 17 ter della legge 10 maggio 1976, n. 319, istitutiva di detti canoni, prevede modalità di accertamento e riscossione con rinvio a normative di carattere tributario o paratributario, sia per l'anno 1994, in quanto, nonostante che, ai sensi della legge 5 gennaio 1994, n. 36, alle prestazioni in esame fosse stata attribuita natura di corrispettivi di diritto privato, la previgente natura tributaria è stata ripristinata, con effetto retroattivo, dall'art. 2, comma terzo bis, del D.L. 17 marzo 1995, n. 79 (convertito nella legge 17 maggio 1995, n. 172), e dall'art. 3, comma quarantaduesimo, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, fino all'entrata in vigore della tariffa del servizio idrico integrato. Ne consegue che, per gli anni suddetti, le controversie relative ai menzionati canoni sono senz'altro devolute, ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, alla giurisdizione delle commissioni tributarie.
Riferimenti normativi: Legge 10/05/1976 num. 319 art. 17 ter, Legge 05/01/1994 num. 36 CORTE COST., Decreto Legge 17/03/1995 num. 79 art. 2 CORTE COST., Legge 17/05/1995 num. 172 CORTE COST., Legge 28/12/1995 num. 549 art. 3 com. 42 CORTE COST., Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)