Sez. 6, Sentenza n. 22453 del 29/01/2009 Ud. (dep. 28/05/2009) Rv. 244060 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE - IN GENERE | Condotta minacciosa posta in essere nei confronti del pubblico ufficiale - Volontà di opporsi all'atto d'ufficio - Assenza - Configurabilità del delitto di cui all'art. 337 cod. pen. - Esclusione - Configurabilità del reato di minaccia - Sussistenza - Fattispecie.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE - IN GENERE
Non integrano il delitto di resistenza a pubblico ufficiale le espressioni di minaccia rivolte nei suoi confronti, quando le stesse non rivelino alcuna volontà di opporsi allo svolgimento dell'atto d'ufficio, ma rappresentino piuttosto una forma di contestazione della pregressa attività svolta dal pubblico ufficiale, da inquadrare nell'ambito della diversa ipotesi delittuosa di cui all'art. 612, comma secondo, cod. pen.. (Fattispecie in cui un detenuto, reagendo ad un rimprovero rivoltogli da una guardia penitenziaria, inveiva nei suoi confronti minacciandola di "spaccarle la testa").
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 337 CORTE COST., Cod. Pen. art. 612 com. 2
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)