Sez. L, Sentenza n. 4221 del 17/07/1979 (Rv. 400740 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CARATTERI DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO - IN GENERE - PRESTAZIONI LAVORATIVE SVOLTE NELL'AMBITO DI UNA CONVIVENZA MORE UXORIO - SUSSISTENZA DI UN RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - ACCERTAMENTO - CRITERI.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CARATTERI DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO - IN GENERE - PRESTAZIONI LAVORATIVE SVOLTE NELL'AMBITO DI UNA CONVIVENZA MORE UXORIO - SUSSISTENZA DI UN RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - ACCERTAMENTO - CRITERI.*
Al fine di stabilire se le prestazioni lavorative svolte nell'ambito di una convivenza more uxorio diano luogo ad un rapporto di lavoro subordinato o siano fornite in un quadro di relazioni nelle quali non trovano realizzazione ne il requisito della subordinazione ne quello della retribuzione in senso proprio, il giudice, tenuto conto che l'art 230 bis cod civ ha compresso l'estensione della presunzione di gratuita delle prestazioni lavorative svolte nell'ambito familiare, influenzando cosi i criteri di estensibilita della detta presunzione al rapporto analogo di convivenza more uxorio, e che tra le norme che attribuiscono Rilevanza alla famiglia di fatto, l'art 2 DPR 31 gennaio 1958, n 136 definisce come famiglia, ai fini anagrafici, anche un insieme di persone legate da vincoli affettivi e coabitanti, che normalmente provvedono al soddisfacimento dei loro bisogni mediante la messa in comune di tutto o parte il reddito di lavoro da esse percepito, non puo limitarsi all'accertamento della mera comunanza di vita, in senso cosi materiale come spirituale ed affettivo, ma deve ricercare se in concreto esista un'equa ed effettiva partecipazione della convivente alle risorse della famiglia di fatto. (V 1161/77, mass n 384822; (Conf 3012/78, mass n 392451).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 230 bis, Cod. Civ. art. 2083, Cod. Civ. art. 2094, DPR 31/01/1958 num. 136 art. 2
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)