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Sez. L, Sentenza n. 7486 del 13/12/1986 (Rv. 449525 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CARATTERI DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO - RAPPORTO DEL PARENTE - DEL CONVIVENTE "MORE UXORIO" - CARATTERE SUBORDINATO - CONDIZIONI - LIMITI.*
Stato
decisa il 1986-12-13
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/449525-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CARATTERI DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO - RAPPORTO DEL PARENTE - DEL CONVIVENTE "MORE UXORIO" - CARATTERE SUBORDINATO - CONDIZIONI - LIMITI.*

Al fine di stabilire se le prestazioni lavorative, svolte nello ambito di una convivenza more uxorio, diano luogo ad un rapporto di lavoro subordinato oppure siano riconducibili ad una diversa relazione, dalla quale esuli il requisito della subordinazione, il giudice - specie nella considerazione del ridimensionamento della presunzione di gratuità delle prestazioni rese anche nell'ambito della famiglia legittima a seguito dell'entrata in vigore dell'art. 230 bis cod. civ. (sub art. 89 legge 19 maggio 1975 n. 151) - può escludere l'esistenza del rapporto di lavoro subordinato solo in presenza della dimostrazione rigorosa di una comunanza di vita e di interessi tra i conviventi (famiglia di fatto), che non si esaurisca in un rapporto meramente spirituale, affettivo e sessuale, ma, analogamente al rapporto coniugale, dia luogo anche alla partecipazione, effettiva ed equa, della convivente more uxorio alle risorse della famiglia di fatto. (V 5373/83, mass n 430290; (V 1810/80, mass n 405411; (V 4221/79, mass n 400740; (V 3012/78, mass n 392451).*

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 230 bis, Cod. Civ. art. 2094, Legge 19/05/1975 num. 151 art. 89

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)