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Sez. L, Sentenza n. 3736 del 29/03/1995 (Rv. 491499 - 01)

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE PROFESSIONALI - MALATTIE PROFESSIONALI - RENDITA DI PASSAGGIO | Spettanza - Condizioni - Abbandono della lavorazione morbigena per cessazione del rapporto dovuta a ragioni indipendenti dalla volontà dell'interessato - Concessione della rendita - Esclusione.
Stato
decisa il 1995-03-29
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/491499-01

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE PROFESSIONALI - MALATTIE PROFESSIONALI - RENDITA DI PASSAGGIO

Ai sensi dell'art. 150 d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124 - la cui "ratio" deve essere individuata nella tutela della salute del lavoratore, al quale viene offerto un incentivo al distacco dall'ambiente che ha determinato l'insorgere della malattia professionale, anche a costo di temporanea disoccupazione - la concessione della rendita di passaggio al prestatore di lavoro che, per ragioni profilattiche, abbandoni volontariamente, ancorché non immediatamente, l'attività nell'espletamento della quale ha contratto la silicosi o l'asbestosi, può ritenersi automaticamente preclusa nel caso in cui, quale che sia la motivazione dallo stesso addotta, la cessazione della lavorazione morbigena sarebbe ugualmente avvenuta per risoluzione del rapporto dovuta a ragioni indipendenti dalla volontà dell'assicurato, quali il licenziamento o il superamento degli invalicabili limiti di età. La suddetta preclusione non sussiste, invece, qualora con le ragioni profilattiche coesistano altri fattori, coevi o susseguenti, quali, ad esempio, il prepensionamento, l'imminenza dell'età pensionabile, la rioccupazione in altro lavoro non morbigeno ovvero il conseguimento della pensione di anzianità, atteso che tali fattori non sono tali da escludere in radice, ed in modo inoppugnabile, le suddette ragioni profilattiche.

Riferimenti normativi: DPR 30/06/1965 num. 1124 art. 150 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)