Sez. 2, Sentenza n. 6110 del 18/11/1981 (Rv. 416909 - 01)
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - TESTAMENTO IN GENERE - DISPOSIZIONI - A TITOLO UNIVERSALE E A TITOLO PARTICOLARE (DISTINZIONE TRA EREDE E LEGATARIO) - ACCERTAMENTO - CRITERI - RIFERIMENTO ALL'INTRINSECA NATURA DELLA DISPOSIZIONE - NECESSITÀ - ATTRIBUZIONE MERAMENTE FORMALE DEL TITOLO DI EREDE O DI LEGATARIO - IRRILEVANZA - LIMITI.*
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - TESTAMENTO IN GENERE - DISPOSIZIONI - A TITOLO UNIVERSALE E A TITOLO PARTICOLARE (DISTINZIONE TRA EREDE E LEGATARIO) - ACCERTAMENTO - CRITERI - RIFERIMENTO ALL'INTRINSECA NATURA DELLA DISPOSIZIONE - NECESSITÀ - ATTRIBUZIONE MERAMENTE FORMALE DEL TITOLO DI EREDE O DI LEGATARIO - IRRILEVANZA - LIMITI.*
Al fine di stabilire se una disposizione testamentaria sia a titolo universale o particolare, deve innanzi tutto accertarsi, in base ad elementi oggettivi e soggettivi (limitatamente al modo in cui il testatore ha considerato i beni oggetto della disposizione), l'intrinseca natura della disposizione, ossia se essa comprenda o meno la universalità od una quota dei beni del de cuius, ovvero se, essendovi unicamente una indicazione di beni determinati, il testatore abbia considerato detti beni come tali oppure come quota del suo patrimonio; mentre può avere valore solo sussidiario il ricorso, agli indicati fini, ad altri elementi, come l'attribuzione meramente formale, da parte del de cuius, del titolo di erede o di legatario, la quale, conseguentemente, è priva di qualsiasi Rilevanza qualora contrasti con la intrinseca natura della disposizione testamentaria, laddove ben può essere valutata come elemento confermativo del risultato dell'indagine condotta sulla obbiettiva consistenza della disposizione stessa. (V 3304/81, mass n 413881; (V 423/81, mass n 410898; (V 6525/80, mass n 410310).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 588
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)