Sez. L, Sentenza n. 15949 del 17/12/2001 (Rv. 551203 - 01)
PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - CONTENUTO - MOTIVAZIONE - IN GENERE | Motivazione "per relationem" a precedenti decisioni - Carenza o apparenza - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie relativa a sentenza richiamante una precedente decisione del medesimo giudice relativa ad una controversia simile a quella "sub iudice".
PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE CIVILE - SENTENZA - CONTENUTO - MOTIVAZIONE - IN GENERE
La motivazione "per relationem" ad altre decisioni si può considerare carente o meramente apparente - e come tale censurabile in sede di legittimità- solo quando il "decisum" si fonda esclusivamente sul mero rinvio a precedenti o a massime giurisprudenziali richiamati in modo acritico e non ricollegati esplicitamente alla fattispecie controversa, di tal che venga impedito un controllo sul procedimento logico seguito dal giudice proprio per l'impossibilità di individuare la "ratio decidendi". (Nella specie la S.C. ha considerato legittima la motivazione della sentenza impugnata nella quale il giudice aveva fatto esplicito riferimento ad una propria precedente decisione relativa ad una controversia simile a quella attualmente "sub iudice" sul principale rilievo che il suddetto rinvio non aveva esaurito la motivazione della sentenza nella quale, invece, la relativa "ratio decidendi" era stata esplicitata in modo chiaro e con specifico riferimento alla fattispecie esaminata).
Riferimenti normativi: Costituzione art. 111, Cod. Proc. Civ. art. 132 CORTE COST., Disp. Att. Cod. Proc. Civ. art. 118, Legge 18/12/1941 num. 1368 art. 118
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)