Sez. L, Sentenza n. 6864 del 10/08/1987 (Rv. 455058 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA - MANCATA PROMOZIONE - DEDUZIONE DELL'INOSSERVANZA DELLE REGOLE DI CORRETTEZZA E BUONA FEDE - PRESUPPOSTI - ACCERTAMENTO DEL DIRITTO ALLA PROMOZIONE - ESCLUSIONE - NESSO DI CAUSALITÀ TRA IL DENUNCIATO INADEMPIMENTO E LA MANCATA PROMOZIONE - PROVA - ONERE DEL DEDUCENTE - DIMOSTRAZIONE DI TITOLI POZIORI RISPETTO A QUELLI DI ALCUNI DEI PROMOSSI - SUFFICIENZA - CONDIZIONI - PROVA CONTRARIA DEL DATORE DI LAVORO - OGGETTO.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA - MANCATA PROMOZIONE - DEDUZIONE DELL'INOSSERVANZA DELLE REGOLE DI CORRETTEZZA E BUONA FEDE - PRESUPPOSTI - ACCERTAMENTO DEL DIRITTO ALLA PROMOZIONE - ESCLUSIONE - NESSO DI CAUSALITÀ TRA IL DENUNCIATO INADEMPIMENTO E LA MANCATA PROMOZIONE - PROVA - ONERE DEL DEDUCENTE - DIMOSTRAZIONE DI TITOLI POZIORI RISPETTO A QUELLI DI ALCUNI DEI PROMOSSI - SUFFICIENZA - CONDIZIONI - PROVA CONTRARIA DEL DATORE DI LAVORO - OGGETTO.*
L'affermazione del diritto al risarcimento del danno da mancata promozione per inosservanza delle regole di correttezza e buona fede non presuppone l'accertamento, sia pure incidenter tantum, del diritto alla promozione, bensì l'accertamento del nesso di causalità tra il denunciato inadempimento e la mancata promozione. Ai fini della prova della sussistenza di tale nesso, la dimostrazione di titoli poziori rispetto a quelli di alcuni dei promossi è sufficiente nel caso di dipendente collocato in graduatoria subito dopo i lavoratori promossi, ma non basta invece nel caso di mancata promozione di un candidato preceduto in graduatoria da altri idonei non promossi, occorrendo un raffronto con la posizione di tutti i candidati che lo precedono dal quale emerga che l'inosservanza delle regole anzidette ha determinato la mancata promozione lamentata, mentre resta peraltro salva, in entrambi i casi, la possibilità che il datore di lavoro dimostri, a sua volta, il possesso, da parte dei candidati proposti al lavoratore che pretende di essere risarcito, di titoli tali - ove non vi fosse stato inadempimento anche nei confronti di costoro - da impedire a detto lavoratore l'inclusione nella fascia dei promuovendi. (V 7288/83, mass n 431885).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1175, Cod. Civ. art. 1375, Cod. Civ. art. 2095 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)