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Sez. 2, Sentenza n. 23343 del 01/03/2016 Ud. (dep. 06/06/2016) Rv. 267082 - 01

ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE - IN GENERE | Contrasto tra dispositivo e motivazione - Individuazione della volontà decisoria - Criteri - Fattispecie.
Stato
decisa il 2016-03-01
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/267082-01

ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE - IN GENERE

In caso di contrasto tra dispositivo e motivazione della sentenza, la regola della prevalenza del dispositivo quale immediata espressione della volontà decisoria del giudice non è assoluta ma va contemperata, tenendo conto del caso specifico, con la valutazione dell'eventuale pregnanza degli elementi, tratti dalla motivazione, significativi di detta volontà. (Fattispecie in cui il dispositivo della sentenza di condanna aveva riconosciuto l'imputato colpevole dei reati "di cui ai capi 96 e 97" nei quali era stata contestata l'aggravante ex art. 7, L. n. 203 del 1991, mentre la motivazione della sentenza aveva dapprima escluso e poi riconosciuto la predetta aggravante. Nell'affermare il principio, la S.C. ha ritenuto doversi privilegiare - in presenza di un siffatto contrasto interno alla motivazione - la volontà inequivocabilmente manifestata dal giudice nel dispositivo).

Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 125, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 546, Legge 12/07/1991 num. 203 art. 7

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)