Sez. 1, Sentenza n. 7588 del 17/07/1999 (Rv. 528712 - 01)
ARBITRATO - LODO (SENTENZA ARBITRALE) - IMPUGNAZIONE - PER NULLITÀ - CASI DI NULLITÀ | Difetto di motivazione in relazione al n. 5 dell'art. 829 cod. proc. civ. - Nozione - Contraddittorietà ex n. 4 dell'art. 829 cod. proc. civ. - Nozione.
ARBITRATO - LODO (SENTENZA ARBITRALE) - IMPUGNAZIONE - PER NULLITÀ - CASI DI NULLITÀ
Il difetto di motivazione della pronuncia arbitrale, come vizio riconducibile all'art. 829 comma primo n. 5 cod. proc. civ., in relazione al requisito di cui all'art. 823 n. 3 cod. proc. civ., è ravvisabile ove la motivazione manchi del tutto o sia a tal punto carente da non consentire di comprendere l'iter del ragionamento seguito dagli arbitri e di individuare la ratio della decisione adottata, mentre il vizio di contraddittorietà cui allude il n. 4 dello stesso primo comma dell'art. 829 può costituire motivo di impugnazione per nullità allorquando sussista una inconciliabilità tra parti del dispositivo, ovvero tra parti della motivazione di tale entità da rendere impossibile la ricostruzione della ratio decidendi e, quindi, da integrare una sostanziale mancanza di motivazione.
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 829 com. 1 n. 4, Cod. Proc. Civ. art. 829 com. 1 n. 5, Cod. Proc. Civ. art. 823 com. 2 n. 3
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)