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Sez. F, Sentenza n. 33312 del 22/07/2004 Ud. (dep. 04/08/2004) Rv. 229953 - 01

PROVE (Cod. proc. pen. 1988) - MEZZI DI PROVA - testimonianza - incompatibilità - IN GENERE | Soggetto esaminato - Persona imputata di reato collegato a norma dell'art. 371, comma secondo lett. b) cod.proc.pen. e persona offesa - Incompatibilità con l'ufficio di testimone - Presupposti - Limiti - Prevalenza della condizione di testimone - Conseguenze.
Stato
decisa il 2004-07-22
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/229953-01

PROVE (Cod. proc. pen. 1988) - MEZZI DI PROVA - testimonianza - incompatibilità - IN GENERE

Quando in capo al soggetto che debba rendere dichiarazioni in qualità di persona offesa, tale condizione concorra con quella di imputato dello stesso reato o di reato connesso o collegato, la qualità di testimone è destinata a prevalere per la sua maggiore pregnanza, sicchè il soggetto deve essere esaminato in tale veste, con l'obbligo di rispondere secondo verità alle domande che gli sono rivolte. (Fattispecie in cui la persona assunta come testimone nel processo per il reato di lesioni ai propri danni, era anche imputata in procedimento per reato di lesioni consumato in danno reciproco col denunciato. La Corte ha formulato il principio, precisando che deve essere fatto salvo il disposto dell'art. 197 comma primo lett. a) cod. proc. pen.).

Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 197 CORTE COST. PENDENTE, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 371 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)