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Sez. 6, Sentenza n. 35852 del 06/05/2008 Ud. (dep. 18/09/2008) Rv. 241186 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - PECULATO - IN GENERE | Appropriazione di somme di denaro da parte dell'impiegato di un ufficio postale - Delitto di peculato - Sussistenza - Differenze con la truffa aggravata ai sensi dell'art. 61, n. 9, cod. pen. - Fattispecie.
Stato
decisa il 2008-05-06
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/241186-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - PECULATO - IN GENERE

L'elemento distintivo tra il delitto di peculato e quello di truffa aggravata, ai sensi dell'art. 61 n. 9, cod. pen., va individuato con riferimento alle modalità del possesso del denaro o d'altra cosa mobile altrui oggetto di appropriazione, ricorrendo la prima figura quando il pubblico ufficiale o l'incaricato di pubblico servizio se ne appropri avendone già il possesso o comunque la disponibilità per ragione del suo ufficio o servizio, e ravvisandosi invece la seconda ipotesi quando il soggetto attivo, non avendo tale possesso, se lo procuri fraudolentemente, facendo ricorso ad artifici o raggiri per appropriarsi del bene. (Fattispecie in cui l'impiegata di un ufficio postale faceva sottoscrivere in bianco agli utenti quietanze di pagamento di buoni postali scaduti, appropriandosi della differenza tra le somme effettivamente maturate in favore di ciascuno e quelle poi reinvestite nella emissione di nuovi buoni postali).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 61 com. 1 n. 9, Cod. Pen. art. 314 CORTE COST., Cod. Pen. art. 357 CORTE COST., Cod. Pen. art. 640 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)