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Sez. 5, Sentenza n. 24643 del 13/04/2018 Ud. (dep. 31/05/2018) Rv. 273339 - 01

SENTENZA - CORRELAZIONE TRA ACCUSA E SENTENZA - IN GENERE | Omessa contestazione dell'aggravante di cui all'art. 476 cod. pen. ritenuta in sentenza - Violazione del diritto di difesa - Sussistenza - Ragioni.
Stato
decisa il 2018-04-13
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/273339-01

SENTENZA - CORRELAZIONE TRA ACCUSA E SENTENZA - IN GENERE

Sussiste violazione del diritto di difesa nel caso in cui sia ritenuta in sentenza l'ipotesi aggravata del reato di falso in atto pubblico, ex art. 476, comma secondo, cod. pen., non adeguatamente e correttamente esplicitata nella contestazione, considerato che, anche alla luce dei vincoli posti dalla giurisprudenza della Corte EDU (sent. Drassich c. Italia, 11 dicembre 2007), è diritto dell'imputato essere informato tempestivamente e dettagliatamente tanto dei fatti materiali posti a suo carico, quanto della qualificazione giuridica ad essi attribuita. (Nella specie la Corte - rilevato che la natura fidefacente dell'atto assunto come falso non risultava nè esplicitamente nè implicitamente o in fatto indicata nel capo di imputazione - ha escluso l'operatività dell'aggravante predetta, ritenendo illegittima la riqualificazione "in peius" operata dalla corte d'appello in assenza di ipmugnazione da parte del pubblico ministero).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 476 com. 2, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 521 CORTE COST. PENDENTE

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)