Sez. L, Sentenza n. 2238 del 27/02/1995 (Rv. 490749 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - ESTINZIONE DEL RAPPORTO - LICENZIAMENTO INDIVIDUALE - DISCIPLINARE | Previa contestazione dell'addebito - Funzione - Specificità - Estremi - Accertamento - Compito esclusivo del giudice del merito - Incensurabilità in cassazione - Limiti - Fattispecie.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - ESTINZIONE DEL RAPPORTO - LICENZIAMENTO INDIVIDUALE - DISCIPLINARE
La previa contestazione dell'addebito, necessaria in funzione dei licenziamenti qualificabili come disciplinari, ha lo scopo di consentire al lavoratore l'immediata difesa e deve conseguentemente rivestire il carattere della specificità, che è integrato quando sono fornite le indicazioni necessarie ed essenziali per individuare, nella sua materialità, il fatto o i fatti nei quali il datore di lavoro abbia ravvisato infrazioni disciplinari o comunque comportamenti in violazione dei doveri di cui agli artt. 2104 e 2105 cod. civ. - L'accertamento relativo al requisito della specificità della contestazione costituisce oggetto di un'indagine di fatto, incensurabile in sede di legittimità, salva la verifica di logicità e congruità delle ragioni esposte dal giudice di merito. (Nella specie la S.C. ha confermato la sentenza con cui il giudice di merito aveva ritenuto inidonea, perché non specifica, la contestazione "di scarsa collaborazione, di contestazione al capoufficio, di avere usato espressioni negative nei confronti della società, di avere costituito intralcio all'attività di un consulente esterno").
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2104, Cod. Civ. art. 2105, Legge 20/05/1970 num. 300 art. 7 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)