Sez. 2, Sentenza n. 2497 del 10/04/1986 (Rv. 445592 - 01)
PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - OPPORTUNITÀ DI DISPORRE LA CONSULENZA - RIGETTO DELL'ISTANZA DI AMMISSIONE DELLA CONSULENZA - ADEGUATA MOTIVAZIONE - NECESSITÀ - CONDIZIONI.*
PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - OPPORTUNITÀ DI DISPORRE LA CONSULENZA - RIGETTO DELL'ISTANZA DI AMMISSIONE DELLA CONSULENZA - ADEGUATA MOTIVAZIONE - NECESSITÀ - CONDIZIONI.*
Se è vero che, normalmente la consulenza tecnica non è un mezzo di prova, bensì uno strumento posto a disposizione del giudice per la valutazione dei profili tecnici delle questioni sottoposte al suo esame, tuttavia, quando la consulenza assume Rilevanza decisiva, al fine di accertare l'esistenza o inesistenza di fatti dedotti in giudizio a sostegno di una domanda o eccezione, il giudice non può respingere, senza adeguata motivazione, l'istanza di ammissione della consulenza formulata dalla parte, sempre che questa abbia indicato le ragioni dell'indispensabilità delle indagini tecniche. (V 3232/84, mass n 435275; (V 4991/84, mass n 436846; (V 4178/83, mass n 429121; (V 2013/82, mass n 419861; (V 3965/80, mass n 407864; (V 1058/80, mass n 404532; (V 392/77, mass n 383939).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 61, Cod. Proc. Civ. art. 115 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 116 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)