diritto.io

Sez. 3, Sentenza n. 10291 del 27/07/2001 (Rv. 548569 - 01)

RISARCIMENTO DEL DANNO - "COMPENSATIO LUCRI CUM DANNO" | Operatività - Condizioni - Risarcimento del danno patrimoniale o biologico - Detraibilità di speciali erogazioni connesse alla morte o all'invalidità, ma fondate su altro titolo - Esclusione.
Stato
decisa il 2001-07-27
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/548569-01

RISARCIMENTO DEL DANNO - "COMPENSATIO LUCRI CUM DANNO"

Perché possa applicarsi il principio della "compensatio lucri cum damno" è necessario che il vantaggio economico sia arrecato direttamente dal medesimo fatto concreto che ha prodotto il danno. Ne consegue che dall'importo liquidato a titolo di risarcimento del danno alla persona (patrimoniale o biologico) non può essere detratto quanto già percepito dal danneggiato a titolo di pensione di inabilità o di reversibilità, oppure a titolo di assegni, di equo indennizzo, o di qualsiasi altra speciale erogazione connessa alla morte od all'invalidità (nella specie, indennità di accompagnamento): tali erogazioni infatti si fondano su un titolo diverso rispetto all'atto illecito e non hanno finalità risarcitorie.

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1223

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)