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Sez. U, Sentenza n. 15612 del 10/07/2006 (Rv. 590181 - 01)

SPORT - FEDERAZIONI SPORTIVE | Rapporto di lavoro tra la F.I.T. e dipendente tecnico - Natura privata - Controversie relative - Giurisdizione del giudice ordinario - Devoluzione - Sopravvenienza della legge n. 138 del 1992 - Ininfluenza - Domanda proposta solidalmente anche nei confronti del C.O.N.I. - Irrilevanza.
Stato
decisa il 2006-07-10
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/590181-01

SPORT - FEDERAZIONI SPORTIVE

Il rapporto di lavoro tra la F.I.T. (Federazione italiana tennis), quale federazione sportiva nazionale, ed un dipendente di ufficio periferico con mansioni tecniche, anche prima della legge 23 marzo 1981, n. 91 (che, all'art. 14, prevede espressamente la natura privatistica dei rapporti instaurati dalle federazioni con personale tecnico e sportivo), aveva natura privata, posto che, anche anteriormente all'entrata in vigore di detta legge, era da escludersi la possibilità che le federazioni potessero creare "ex novo" rapporti di pubblico impiego; le relative controversie, pertanto, sono devolute alla giurisdizione del giudice ordinario. Né in senso contrario rileva la sopravvenuta legge 31 gennaio 1992, n. 138, atteso che con essa non è stata prevista l'automatica trasformazione dei rapporti privati in rapporti di pubblico impiego (bensì solo l'inquadramento nei ruoli del C.O.N.I. del personale assunto dalle federazioni sportive nazionali previo superamento di concorso per titoli e prove attitudinali), così come risulta ininfluente che la domanda, con la quale il dipendente tecnico della federazione abbia chiesto il riconoscimento di spettanze di lavoro o la reintegrazione nel posto di lavoro a seguito di licenziamento illegittimo, sia stata rivolta solidalmente sia contro la federazione sportiva che contro il C.O.N.I. .

Riferimenti normativi: Legge 16/02/1942 num. 426 art. 5, Legge 06/12/1971 num. 1034 art. 7 CORTE COST., Legge 20/03/1975 num. 70 CORTE COST., Legge 23/03/1981 num. 91 art. 14, Legge 31/01/1992 num. 138 art. 3, Decreto Legisl. 23/07/1999 num. 242 art. 15

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)